domenica 27 novembre 2016

Lungo i sentieri di nostra vita…

«…Per le uscite vanno bene sia le strade  – se necessario si può usare la pettorina o il guinzaglio – sia le aree per cani, i parchi e le zone d'acqua. Non c'è niente di meglio, però, dei sentieri, soprattutto quelli di montagna. Passeggiare lungo un sentiero è un ottimo allenamento che dà al cane una direzione e un obiettivo chiari, riproducendo una situazione tipica che millenni prima della civilizzazione ha sancito la relazione e l'alleanza con gli umani: caccia, attività di ricerca lungo una pista da seguire, percorso comune, divagazioni lungo un tracciato chiaro. A differenza di un prato o di uno spazio aperto, il sentiero è delimitato e incanala naturalmente l'andare del quattro zampe. 
Se si lasciano cinque cani scorrazzare liberi su una spiaggia o su un grande prato, lotteranno fra loro e si azzufferanno [non è legge assoluta, ma può accadere più facilmente che…]; se invece si portano a camminare lungo un sentiero di montagna, procederanno tranquilli e senza problemi, interessati al percorso e alle mille scoperte che si possono fare. Andranno avanti insieme come un vero e proprio branco, senza scontri o incomprensioni. Anche fuori dal bosco e in pianura, è meglio scegliere un percorso delimitato da canali o filari di alberi invece che uno spazio vuoto. Il senso della "delimitazione" è connaturato all'animo del cane e risveglia in lui il compito di collaboratore del pastore o del cacciatore. Anche se sopraggiunge la stanchezza, l'umore del cane migliora per la soddisfazione di essere giunto al termine del percorso e aver condiviso con il partner umano il successo dell'impresa.
Ogni successo condiviso rinsalda il legame e accresce la fiducia».

[tra parentesi quadre, commenti miei]

Aldo La Spina

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