lunedì 20 giugno 2016

Cinogogia, la pedagogia del cane

La neonata cinogogia, la pedagogia del cane, si basa sul fatto che il cane è un animale sociale e necessita di aiuto da parte dell'essere umano nell'apprendimento, in particolare in questo periodo storico in cui il cane vive isolato dagli altri cani e dalla natura nel contesto urbano. Malgrado ciò, infatti, ha bisogno ugualmente di soddisfare le proprie necessità etologiche di libertà, movimento, gioco e socializzazione. 
A nostra volta noi umani possiamo ricevere tanto dal cane: il senso della libertà e della naturalità la bellezza di seguire gli istinti e soprattutto la pienezza delle emozioni. Il cane non maschera le proprie emozioni, non le frena, le esprime con tutta la sua forza animale. 
Proprio le emozioni sono il contenuto principale del nostro rapporto il cane, che vive la propria vita emozionale in modo forte, diretto e profondo. 
Nel gioco questa loro virtù si esalta.
La scienza oggi ci aiuta a conoscere e a comprendere meglio di un tempo il cane e le caratteristiche delle varie razze, e abbiamo le idee più chiare sul rapporto che c'è fra gli esseri umani e gli animali "da affezione". L'etologia e la zooantropologia ci hanno fatto fare passi da gigante in questa direzione, portandoci alla scoperta dei diritti e delle necessità degli animali che ora sono considerati soggetti e non oggetti. 
La vecchia cinofilia vedeva invece il cane come un prolungamento dell'uomo, come un suo strumento ed era quindi pura cinotecnica, ovvero una "gestione" del cane in funzione del suo utilizzo da parte dell'essere umano. 
Ora che si comprende che il cane  un soggetto, questa vecchia impostazione è superata e lascia il campo a quella che chiamo cinogogia, la scienza e l'arte di entrare in una relazione profonda e rispettosa con il cane.
Per il cinegogo l'educazione del cane va in parallelo a quella del proprietario che, imparando a conoscere meglio il cane e a rispettarlo, si rispecchia in un altro essere vivente e scopre qualcosa di nuovo anche su se stesso.
Per educare il cane dobbiamo cercare di entrare in empatia con lui e comprenderlo. Quando desideriamo proporre un'attività o un gioco al nostro cane, dobbiamo sempre chiederci: che cosa si aspetta il cane da noi? di che cosa ha bisogno? gli può piacere? questa è un'attività adatta alla sua razza, alla sua età, al suo carattere?
Insomma, dobbiamo "metterci nei suoi peli", cercare di comprenderne le caratteristiche e le necessità. Esattamente come fa il cane con noi, il quale cerca continuamente di venire incontro alle nostre esigenze per rinsaldare il legame che ci unisce. Non basta addestrarlo o educarlo alle "buone maniere" per insegnargli a vivere meglio con noi. Non basta condizionarlo, spingendolo a "comportarsi bene" seppure con le migliori intenzioni. Occorre giocare e condividere con lui l'emozione di stare insieme.
Ricordiamoci che un vero gioco non è un addestramento a trovare tutti i bocconcini sparsi qua e là. Divertente per entrambi è una caccia al tesoro, in cui diventiamo pirati insieme al nostro cane e ci tuffiamo nell'avventura per trovare lo scrigno dei dobloni!

Aldo La Spina

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